Vivere su un’isola è una scelta d’amore, ma a volte questo amore costa troppo. Non parliamo di turismo o di rincari estivi, ma di qualcosa di molto più profondo e intoccabile: il diritto alla salute.
Per chi abita qui, la terraferma non è solo un luogo di svago, ma la destinazione obbligata per visite specialistiche, terapie, esami importanti o controlli di routine che la nostra struttura sanitaria locale non può offrire. E qual è l’unico ponte possibile? Il traghetto.
Una "tassa sulla salute" mascherata da biglietto
Prendere la nave per motivi medici non è una gita domenicale. Significa svegliarsi all'alba, incrociare le dita sperando nel meteo e, troppo spesso, fare i conti con un portafoglio che si svuota. Ad oggi, infatti, non esistono agevolazioni economiche concrete o rimborsi per chi è costretto a viaggiare per curarsi.
Un anziano che deve fare una visita, un genitore che accompagna il figlio dal pediatra specialista e tanti altri: tutti pagano la tariffa piena. È accettabile che la sfortuna di stare male coincida con l'obbligo di pagare una "tassa sul viaggio".
A questo si aggiunge il disagio fisico e psicologico. Il viaggio in mare, le attese in banchina, lo stress di perdere la coincidenza del ritorno: tutto gravita sulle spalle (e sulla salute già fragile) dei cittadini.
L'appello ai Sindaci: serve un segnale forte
Non possiamo più accettare il silenzio o le alzate di spalle. La burocrazia non può essere una scusa quando si parla di diritti costituzionali.
Ci rivolgiamo direttamente ai nostri Sindaci e a chi ci rappresenta nelle istituzioni:
Convenzioni e tariffe sociali: È urgente istituire un "biglietto sanitario" gratuito o fortemente scontato per i residenti che viaggiano con certificazione medica.
Tavoli tecnici con le compagnie di navigazione: Le amministrazioni locali devono far sentire la propria voce con la Regione e con le società di trasporti per pretendere corsie preferenziali e tutele.
Un fondo di solidarietà: Se le soluzioni strutturali richiedono tempo, i Comuni creino un fondo per rimborsare, anche parzialmente, le spese di viaggio a chi si trova in condizioni di vulnerabilità economica.
Curarsi è un diritto, non un privilegio
La continuità territoriale non può essere solo uno slogan da campagna elettorale. Chiediamo risposte concrete e immediate. Abitare su un'isola è un orgoglio, ma non può e non deve diventare una condanna a curarsi meno, o a curarsi peggio, solo perché il mare fa paura alle tasche e alla politica!
Daniela Marras






