Archiviamo per un momento feste, nuotate e balli e pensiamo al territorio. Non bastano buone intenzioni, dichiarazioni d’intenti, algoritmi, IA, o lezioni di buonismo che si ripetono, ora servono lavoro, manutenzione e prevenzione, soprattutto in vista dei prossimi forti temporali, degli acquazzoni e dei sempre più frequenti episodi di allagamento.
Non si tratta soltanto di ricordare ciò che non è stato ancora fatto, ma di chiedere che vengano messi in sicurezza, con urgenza, i punti del territorio che negli anni hanno già subito danni come Carburo, Casaccia, Sghinghetta, Centro Storico.
A San Martino come in molte altre zone della città, la vegetazione invade la carreggiata e nei fossi per il deflusso verso il mare si accumulano sterpaglie e rami secchi.
All’Albereto, canne e arbusti hanno invaso parte delle corsie e dei marciapiedi, costringendo spesso i veicoli a spostarsi verso la corsia opposta, con evidenti rischi per la sicurezza.
Ma il problema riguarda anche molti altri fossi e bordi stradali, dove terra, vegetazione e detriti possono ostacolare il regolare deflusso delle acque. Ci sono inoltre tombini ormai completamente intasati e ricoperti dalla vegetazione, incroci dove siepi e arbusti limitano la visibilità e numerose buche stradali che, con piogge intense, possono diventare vere e proprie situazioni di pericolo.
C'è molto da fare, ma proprio per questo bisogna iniziare subito, intervenendo con programmazione, competenza e priorità sulle situazioni più rischiose.
Prevenire costa meno che riparare i danni dopo un'alluvione. E soprattutto significa proteggere persone, strade, abitazioni e attività. Facciamo in modo che la forte pioggia non trovi un territorio impreparato con scuse banali.
Francesco Semeraro






