Leggo sui giornali che sabato scorso, 19 settembre, i Giovani democratici della Toscana hanno fatto visita al Carcere di Porto Azzurro. E' buona cosa che il Carcere si apra al mondo esterno, e ai giovani in particolare, e che si mostri per quello che è, perché si levi dal popolo, una voce forte e decisa di protesta per svegliare la coscienza di chi detiene il potere ed è tenuto a rispettare quel senso di umanità a cui si appella l 'art. 27 della nostra Costituzione.
Ma il Carcere oggi offre possibilità di rieducazione, riabilitazione, di reinserimento sociale? La risposta unanime (vedi associazioni, sindacati, garanti etc.) è NO. E l'Istituto di Porto Azzurro non fa eccezione, non certo per responsabilità delle Istituzioni penitenziarie locali, impegnate quotidianamente a risolvere difficoltà di ogni tipo, come quelle sottolineate dai Giovani democratici nel loro resoconto, ma a causa di una politica carceraria nazionale miope e assolutamente inadeguata.
Tante e gravi sono le criticità, che naturalmente non è stato possibile cogliere in maniera esaustiva in una visita, sia pure con l'esperta guida della Garante Raimonda Lobina.
Ci saranno altre occasioni per approfondire l'analisi della situazione, magari anche la favorevole occasione di conoscere il volontariato penitenziario che con l'Associazione "Dialogo", e con altre benefiche presenze, si impegna da oltre 30 anni a favore delle persone detenute, con diverse concrete misure di sostegno e con varie attività, specie culturali e ricreative.
DIALOGO, certamente con chi dirige il Carcere, quindi oggi con la direttrice Martina Carducci e con il comandante Luigi Bove, sempre in contatto con l'Area educativa, ma in primis con i detenuti, che di ascolto hanno bisogno, di comprensione e di rispetto.
Per i familiari dei reclusi e per gli stessi nei periodi di permesso-premio l'Associazione "Dialogo" gestisce a Portoferraio una Casa di accoglienza, in locali concessi in comodato gratuito dalla Diocesi, sempre aperta all'ospitalità. E' questa un'importante voce a favore delle famiglie che vengono all'Elba per un colloquio in Carcere e dei rari e commoventi ricongiungimenti familiari.
Per amore di verità e di completezza e anche per meglio aprirci, e farci conoscere, al nostro territorio e particolarmente al mondo giovanile, ho scritto queste righe, nella speranza che ci sia un'occasione di incontro fra noi volontari e i giovani appunto.
Licia Baldi
Presidente “Dialogo”






