Il Circolo di Sinistra Italiana - AVS di Piombino ha depositato al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica le osservazioni alla procedura di VIA sulla permanenza della FSRU Italis LNG nel porto di Piombino, chiedendo al MASE un parere negativo di compatibilità ambientale e l'ingiunzione a Snam di smantellare l'impianto, coerentemente con quanto sosteniamo da sempre; il rigassificatore non andava installato e la banchina deve tornare alla città, non con un trasferimento a Vado Ligure, a Gioia Tauro o altrove, ma con la dismissione della nave.
Il nodo di fondo è la temporaneità: la nave è in esercizio dal 4 luglio 2023 e l'Autorizzazione Unica, l'intesa della Regione Toscana, i pareri sanitari dell'ISS, l'AIA e la sentenza del TAR Lazio che ha respinto i ricorsi del Comune si fondano tutti sulla permanenza triennale, mentre con la proroga prevista dal DL 32/2026, votato dalla maggioranza di governo, e il passaggio alla VIA ordinaria un impianto emergenziale esentato da valutazione diventa di fatto un'installazione stabile, tanto che gli elaborati di Snam non indicano alcun termine di permanenza.
A questa stabilizzazione non corrisponde alcuna giustificazione energetica, perché la domanda nazionale di gas è scesa da 76,4 miliardi di m³ nel 2021 a 63,4 nel 2025 e lo stesso piano del Governo la stima a 53,6 nel 2030, mentre le sole infrastrutture esistenti garantiscono oltre 83 miliardi di m³ l'anno di capacità, senza contare il rigassificatore di Ravenna, in funzione da un anno: si finisce così per trattenere a Piombino un'opera non necessaria al fabbisogno del Paese e in contrasto con una transizione che non può passare dal gas.
Pesa poi la questione della sicurezza, perché la nave si trova a circa un chilometro dalle abitazioni e dentro un bacino con oltre 8.800 movimenti navali l'anno, in gran parte traghetti per l'Elba e le isole, e per lo stesso scenario di esplosione Snam stima per Piombino un raggio di danno di 200-400 metri contro i 1.103-1.970 metri del terminale OLT di Livorno, a 22 km dalla costa, differenza che chiediamo venga motivata.
Le osservazioni sollevano infine rilievi sull’aspetto ambientale, con sottostime degli impatti su acqua, aria e fauna marina protetta, con riferimento all'acqua restituita al bacino, dove compaiono sottoprodotti della disinfezione assenti prima dell'esercizio, alle emissioni di azoto, particolato e formaldeide e alla tutela dei siti Natura 2000 (Orti-Bottagone, Promontorio di Piombino e Santuario Pelagos) sui quali interferisce il traffico metaniero.
Piombino è un territorio che ha già dato in termine di ambiente e di salute, con dati altissimi di patologie tumorali, cardiovascolari e respiratorie. AVS chiede quindi anche un’analisi sugli impatti cumulativi della presenza della nave con i progetti di riconversione industriale.






