Meteo avverso per l'Isola d'Elba nel 2025. Forti nubifragi, frutto dei noti squilibri climatici, hanno provocato alluvioni a Portoferraio e in altri luoghi; quindi smottamenti, frane e forti disagi e danni ingenti.
Ma cosa si può fare per rendere meno fragile e vulnerabile il cosiddetto Scoglio?
Ha le idee chiare un elbano d'adozione quale è Giuseppe Tanelli, docente di Geologia nelle Università di Firenze e Napoli, primo presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
Tanelli ritiene urgente l'assunzione, da parte di tutti, di una nuova mentalità ecologica in grado di creare una cultura della cura e prevenzione ambientalista di tutto il territorio isolano, abbandonando atteggiamenti sbagliati.
"Basta con le cialtronerie che danneggiano l'Elba,- afferma - occorre una potente azione di tutela ambientale. E' l'ora di stilare un progetto con soluzioni efficaci per un'Elba colpita nello scorso anno da eventi meteorologici in grado di mettere in crisi molte diverse porzioni dell'Isola.
Si faccia un piano globale con tutte le istituzioni chiamate ad essere coese. Ci vuole una manutenzione periodica del territorio urbano e rurale, e c'è da favorire il ripristino delle attività agro-silvo-pastorali, quali presidi ambientali.
E assolutamente non si deve cementificare, nemmeno un altro centimetro quadro del territorio e occorre detombare i fossi per poi metterli in sicurezza, in particolare quelli nelle zone a rischio esondazione; e si realizzino bacini ad espansione".
E il geologo affonda dicendo anche: "Stop a comportamenti gestionali scervellati che non sono più tollerabili.
Quindi oltre l'accurata pulizia dei fossi, via i rifiuti lungo i lati delle strade. Assurdità che non si possono più vedere. Non vanno creati e vanno eliminati costantemente, perché durante le grandi piogge la sporcizia, presente pure nell'ambiente, va a finire in mare o di nuovo torna nei fossi. Un degrado da eliminare ".
Poi Tanelli suggerisce strategie ai sette comuni dell'Elba:
"Lo dico da anni e replico: bisogna destinare importanti finanziamenti, ottenuti con il contributo di sbarco, ad interventi comprensoriali che abbiano finalità di mantenimento del territorio. Ciò garantirà ricadute valide sulla mono economia turistica dell'isola. Il territorio deve essere davvero sostenibile. Lo si annuncia da lustri il concetto di isola verde, ma poi se si leggono i messaggi sui social, la gente che arriva sottolinea le negatività nel decoro urbano e nell'ambiente naturale. Ci vuole una rivoluzione culturale capace di contrastare tutto ciò che non va.
Non sono solo colpevoli le istituzioni, ma pure i nostri vergognosi comportamenti: ognuno diventi tutore dell'ambiente, a partire dalla zona in cui vive. Al primo posto degli obiettivi quindi va messa la cultura ambientale, per elbani, italiani e stranieri".
Un messaggio forte che attende risposte concrete, quindi.
Sempre a proposito di degrado ambientatele Tanelli segnala che Legambiente Arcipelago, Italia Nostra dell'isola e il Cai locale, hanno documentato, con uno specifico sito internet dedicato, oltre 100 “discariche abusive” nella macchia mediterranea, vergogne create da scellerati che praticano comportamentali incivili.
E sullo specifico problema Matteo Arcenni, neo-commissario del Parco, ha di recente ipotizzato che potrebbero essere installate foto trappole, in luoghi dove si potrebbero verificale nuovi accumuli di rifiuti, per scoprire i colpevoli, perseguibili secondo la legge. E su tale prospettiva l'ex presidente del Parco commenta:
"Ben vengano!".
Stefano Bramanti






