Il National Biodiversity Future Center (NBFC) - primo centro di ricerca nazionale sulla biodiversità finanziato dal PNRR-Next Generation Eu - guidato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ha destinato tramite bandi a cascata oltre 12 milioni di euro a progetti innovativi per la biodiversità in tutta Italia. Questi fondi hanno finanziato attività di monitoraggio, conservazione, ripristino e valorizzazione della biodiversità in 75 aree protette – 11 Aree Marine Protette, 1 Monumento Naturale, 29 Parchi Regionali, 16 Parchi Nazionali, 7 Riserve Naturali Regionali, 1 Riserva Naturale Statale – e sono stati investiti anche a sostegno di 10 progetti nelle aree della Rete Natura 2000, la rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione Europea per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati.
I risultati di questo impegno straordinario sono stati raccolti in “Custodi. Viaggio tra natura e innovazione nelle aree protette italiane" (CNR Edizioni), disponibile gratuitamente sul sito di NBFC (www.nbfc.it/volume-custodi) e di CNR (www.cnr.it/it/new_editoriali). Tra i progetti che secondo la pubblicazione hanno trasformato le aree protette in laboratori di innovazione e sostenibilità c’è anche “ISOLE RARE - Monitorare per conservare la biodiversità di specie e habitat delle Isole Toscane”.
Ecco cosa si legge nel libro di NBFC e CNR:
Nel Mar Tirreno, tra la costa toscana e la Corsica, si estende l’Arcipelago Toscano: un sistema insulare complesso e ricco di biodiversità. La sua particolarità deriva dalla combinazione di fattori geologici, morfologici e biogeografici che hanno modellato popolamenti faunistici e floristici unici. La vasta rete di tutela che lo interessa – Parco Nazionale, Riserva MAB (area protetta riconosciuta dal programma Man and the Biosphere dell’UNESCO), siti Rete Natura 2000* e Santuario Pelagos – ne fa un contesto privilegiato per la sperimentazione di strategie di conservazione. È in questo scenario che si sviluppa il progetto ISOLE RARE, concepito per rafforzare le conoscenze scientifiche, affinare gli strumenti di gestione e coinvolgere le comunità locali nella tutela del patrimonio naturale delle isole di Capraia, Pianosa, Montecristo e Giglio.
Una delle linee principali del progetto riguarda lo studio degli effetti del cambiamento climatico sugli habitat terrestri. In questo ambito, i tecnici analizzano le variazioni nella copertura vegetazionale di Montecristo utilizzando serie storiche di dati satellitari e operano rilievi floristici sul campo, volti a caratterizzare la biodiversità attuale e a modellarne le traiettorie evolutive, così da definire modelli predittivi e adattivi per la gestione. Un altro fronte di ricerca riguarda l’ambiente marino. Le acque protette intorno a Montecristo vengono studiate tramite il metabarcoding su DNA* ambientale (eDNA)*, metodologia innovativa che consente di rilevare la presenza di specie – incluse quelle rare, elusive o alloctone – attraverso tracce genetiche presenti nell’acqua e di aggiornare, in modo non invasivo, la conoscenza sulla biodiversità, con particolare attenzione alle specie termofile e a quelle aliene*, indicatori significativi dell’impatto climatico sugli ecosistemi.
Sul versante faunistico, il progetto dedica particolare attenzione al discoglosso sardo (Discoglossus sardus), un anfibio a distribuzione ristretta e sensibile alla perdita di ambienti umidi. Grazie ad analisi genetiche*, si studia la divergenza e la variabilità delle popolazioni insulari, al fine di valutarne l’unicità e i trend demografici, in modo da programmare interventi mirati di conservazione, come la creazione di nuovi punti d’acqua riproduttivi artificiali, come già sperimentato con successo dal Parco Nazionale. Grande attenzione è poi dedicata all’avifauna. Il falco pescatore (Pandion haliaetus), classificato come "In Pericolo Critico" nella Lista Rossa IUCN Italia*, è da anni oggetto di un programma di conservazione condotto dal Parco insieme ad altre aree protette in Toscana e in Sardegna. Grazie a questi sforzi, la specie ha ripreso a nidificare anche nell’Arcipelago Toscano e i nidi sono oggi sorvegliati da telecamere a infrarossi per il monitoraggio 24 ore su 24, che consentono di raccogliere dati sul comportamento e sul successo riproduttivo. Inoltre, tutti i pulli nati vengono dotati di GPS e, grazie al progetto, si stanno utilizzando modelli nuovi, più leggeri e duraturi, utilizzabili anche per gli adulti.
Parallelamente, sull’isola di Pianosa prosegue un tentativo di reintroduzione del barbagianni (Tyto alba), estinto localmente dopo un intervento di eradicazione del ratto nero. Sono stati rilasciati otto esemplari marca ti con GPS con l’obiettivo di studiarne comportamenti e spostamenti.
Infine, sull’isola di Capraia, si svolgono le campagne stagionali di inanellamento degli uccelli, finalizzate a migliorare la comprensione dell’importanza del luogo come punto di transito lungo le rotte migratorie. Ancora, si sta conducendo un’indagine sull’impatto del bycatch, la cattura accidentale di uccelli marini durante la pesca, con il coinvolgimento diretto dei pescatori professionisti locali, così da stimolare l’adozione di tecniche meno impattanti, in un’ottica di cooperazione tra conservazione e attività economiche tradizionali.
Proprio a Capraia, centro attivo per le attività scientifiche sul campo e sede di un Centro di Educazione Ambientale del Parco, è in realizzazione anche un nuovo spazio espositivo multimediale. L’allestimento, pensato per un pubblico eterogeneo, valorizza, grazie a tecnologie immersive, l’ecologia delle specie target del progetto e la complessità paesaggistica dell’isola. Il centro sarà inoltre connesso al sistema di videosorveglianza ambientale del Parco, permettendo di mostrare in tempo reale immagini da nidi, aree marine e altri habitat sensibili.
ISOLE RARE, con tutte le sue attività, rappresenta un modello di gestione integrata che, affrontando numerose questioni diverse, unisce innovazione tecnologica, ricerca applicata e partecipazione civica, rafforzando la capacità del territorio di adattarsi ai cambiamenti e di valorizzare, con consapevolezza, la propria biodiversità.
NBFC e CNR






