6 Ottobre, due giorni dopo il grande evento degli 800 anni dalla morte di San Francesco.
“Laudato si’ mi’ Signore per sor’aqua, la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta”.
E’ vero, l’acqua è l’elemento più presente sulla superficie terrestre ed anche noi per circa il 70% siamo acqua!
A parte anche che contiene un “mare di idrogeno” probabile energia del futuro! Ma se non controllata, nei vari deflussi, può causare danni inimmaginabili, alcuni evitabili, altri no (vedi Nepal recentemente).
All’Elba si ricorda l’alluvione del 7 Novembre del 2011; danni rilevantissimi (anche un morto) dei quali alcuni potevano essere evitati se ci si fosse tenuti in “sintonia” col territorio.
Bisogna tenere conto dei cosiddetti “cambiamenti climatici” che generano “bombe d’acqua” ormai non così rare. Si è visto anche recentemente a Portoferraio il 9 Settembre scorso (40-45 mm acqua in un’ora) dove mi sono trovato “prigioniero” in un locale con un torrente d’acqua che impediva di riuscire in una piccola via di accesso. L’acqua ha poi cominciato a scorrere anche dentro il locale stesso!
Forse qualche conto si potrebbe fare in merito considerando, per i fossi, i bacini imbriferi interessati e che, ormai non sono rari i 100mm d’acqua in 2 ore.
I fossi vanno tenuti puliti a partire dal mese di luglio, tolte le canne (queste si potrebbero riutilizzare in molti modi; è energia solare!) e studiare le sezioni di efflusso man mano che si va verso la foce.
Ho visto che, ad esempio a Campo, si è proceduto a pulire tali alvei; bene, ma ho anche constatato che sono stati lasciati “colli di bottiglia” specie sotto dei ponticelli (forse per difficoltà di intervento). E’ come se facessi una condotta di scolo un po’ da 10” ed un po’ da 3”! Attenzione!
Poi argini troppo erti in alcuni punti che possono essere “scalzati” dalla corrente; bisognerebbe studiare la loro stabilizzazione per non fare interrare il fosso stesso.
In altro articolo, ho letto di mutui che i Comuni potrebbero accendere per dissesti idrogeologici; si potrebbe anche all’Elba fare qualche cosa in merito? Così si eviterebbe, se non in casi estremi, ad ogni alluvione, di chiedere lo “stato di calamità naturale” e... soldi.
In altre parole: si eviterebbe di piangere sul latte versato!
Ricordo, infine, che a Venezia, nei secoli precedenti, c’era il “Magistrato delle acque” che sorvegliava la laguna e ne preveniva l’interramento con opportune canalizzazioni; siamo nel 2026 ed i mezzi tecnici sono ben superiori.
Giampaolo Zecchini






