Diciamoci la verità: il pensiero binario in Italia non lo ha inventato Twitter. Ce lo abbiamo nel DNA. Siamo passati dai Guelfi e Ghibellini a Monarchici e Repubblicani, fino al classico derby Fascisti contro Comunisti. Ci piace così, siamo un popolo di tifosi.
Ultimamente anche diversi artisti si sono espressi sul "dibattito del giorno" sollevando così molteplici critiche e discussioni "da tastiera"...
Il primo a cadere nella trappola è stato Erri De Luca per poi essere seguito da Francesco De Gregori.
Io credo che il vero salto di qualità sul "pensiero binario", dei nostri tempi moderni sia arrivato con la pandemia.
Lì qualcuno ha preso il vecchio e caro "divide et impera", gli ha dato una spolverata di algoritmo e ha capito bene come spaccare l'opinione pubblica in due fazioni pronte a sbranarsi.
Da quel momento, è stato infatti un effetto domino irresistibile.
Non facciamo in tempo a toglierci una maglietta che dobbiamo metterne un'altra: Ucraina o Russia? Israele o Palestina? Flottiglia o non Flottiglia? USA o Iran? Scegli una curva, presto, che il campionato delle opinioni non aspetta!
In tutto questo, adesso ci si chiede se gli intellettuali debbano scendere nell'arena.
La verità? Oggi da questo gioco perverso non si esce più.
E il biglietto d'ingresso costa caro: partecipare significa rinunciare al lusso di piacere a tutti. Se parli, vieni arruolato d'ufficio in una fazione. E non è più solo un problema da filosofi annoiati. Il carico da undici oggi lo mettono le celebrità, gli influencer e gli sportivi (Novak Djokovic durante il Covid ha praticamente fatto da pioniere, vincendo il Grande Slam della controversia).
Ma non preoccupatevi, il futuro ha già pronto il prossimo grande derby: Umani contro Intelligenza Artificiale.
Ci divideremo tra chi sposerà ciecamente i dogmi di ChatGPT e chi farà la resistenza analogica.
Ovviamente, dietro le quinte, ci sarà sempre qualcuno con le mani sul codice a godersi lo spettacolo...
Perché in fondo, tutte queste non sono altro che splendide prove generali.
Grandi simulazioni di massa per capire come hackerare il dibattito pubblico e gestirlo, un domani, a proprio totale piacimento.
Marco Cesareo






