Il 22 luglio 1769 il conte Vincenzo degli Alberti dalla segreteria di guerra in Firenze scrive a de Villeneuve, governatore di Portoferraio, perché gli faccia avere “dimostrazione precisa e dettagliata“ di quanto sono obbligati a pagare i bastimenti stranieri che si trovano nel porto di Portoferraio per il diritto di ancoraggio, per le spese di porto e di patente. Vuole saperlo per renderne conto a Sua Altezza Reale che dovrà decidere in merito alla supplica di Antonio Giobbe vice console della repubblica di Genova nel porto di Portoferraio . Nella supplica il viceconsole ha richiesto che sia stabilita una tariffa per il diritto di ancoraggio, per le spese di porto e di patente.
L’affare è molto importante perché riguarda argomento di politica estera del granducato di Toscana e, non a caso, se ne interessa direttamente il conte degli Alberti dalla segreteria di guerra in Firenze.
E’ Infatti Antonio Giobbe che ha fatto la supplica, non una persona qualunque.
E’ vice console della repubblica di Genova nel porto di Portoferraio da questa repubblica stato nominato col titolo di vice console essendo il console residente a Livorno.
Il vice console è rappresentante consolare locale i cui compiti principali sono quelli di tutela delle navi e dei mercanti della propria nazione che sostano in Portoferraio nonché delle loro pratiche marittime e commerciali (assistenza nei carichi e sbarchi, nei contenziosi, nei naufragi, nei sequestri di merci ed altro).
Tutto ciò è non poca cosa di politica estera.
Il vice console ha fatto supplica affinché sia stabilita una tariffa per il diritto di ancoraggio , spese di porto e diritti di patente per i bastimenti stranieri che giungono nel porto di Portoferraio.
Il diritto di ancoraggio è una contribuzione obbligatoria per ogni bastimento straniero che getta l’ancora nel porto di Portoferraio, contribuzione che serve alla manutenzione del porto e dei fondali, alla sicurezza dell’approdo, ai servizi del capitano del porto.
Le spese di porto sono una contribuzione obbligatoria per ogni bastimento straniero che servono a coprire: 1) le spese di sanità :controlli sanitari, visite, quarantene, registrazioni- Portoferraio era sede di una delle più rigide sanità marittime del Granducato - 2) le spese doganali :dazi sulle merci sbarcate, imbarcate o in transito, gestite dai deputati alle Porte (Porta a Mare e Porta di Terra) 3) le spese di approdo e porto: ormeggio, vigilanza, manutenzione.
Le spese di patente sono infine una contribuzione obbligatoria per ogni bastimento straniero che servono a pagare i diritti di patente. La patente era il documento che autorizzava la navigazione del bastimento straniero sotto bandiera toscana il cui rilascio comportava pagamento di diritti amministrativi, il pagamento di diritti sanitari (visite, certificazioni) ed eventuali spese di verifica dell’equipaggio e del carico.
La carta di archivio documenta come il porto di Portoferraio fosse divenuto importante scalo marittimo del granducato di Toscana.
Qui di seguito il documento integralmente trascritto:
“Signor Governatore di Portoferraio
De Villeneuve
Illustrissimo Signore mio Pronendissimo Colendissmo
facendo istanza Antonio Giobbe Vice Console per la Repubblica di Genova perché vi sia stabilita una tariffa per il diritto di ancoraggio che i bastimenti della di Lui Nazione sono obbligati di pagare ,trasmetto a Vostra Illustrissima la supplica di detto Giobbe con l’informazione annessavi dal Signor Governatore di Livorno, acciò stima di rendere conto a Sua Altezza Reale di questa affare Ella mi rimetta una dimostrazione precisa e dettagliata di tutto ciò che nei rispettivi casi si esige a Portoferraio dai bastimenti stranieri per i diritti di ancoraggio, di spese di porto e di Patente.
E con la più distinta stima mi confermo
Di Vostra Illustrissima
Di Segreteria di Guerra 22 luglio 1769
Devotissimo Obbligatissimo Servitore
Vincenzo degli Alberti”
(Filza “Lettere di magistrati e tribunali dal 1730 al 1770”C13. Carta 44. Archivio storico comune Portoferraio)
Marcello Camici






