Qualcuno, cercando l'etimo di quel singolare nome -"Grìgolo"-, è approdato in Corsica spiegandoci che c'è un lemma corso assonante che significa "spiaggia sassosa", in sé poco accattivante.
Invece il Grìgolo offre uno degli scorci paesaggistici isolani più suggestivi: da terrazza aperta sulla Rada, quasi sfiorata dalle rotte che navi e natanti in entrata ed uscita dal porto.
Ma il Grìgolo è qualcos'altro ancora, un vero e proprio "pezzo di cuore ferajese", che per volontà di benemerite associazioni di cittadini, per un pomeriggio (quello di Pasquetta) è tornato a pulsare e riempirsi di gente, per una irrituale "scampagnata di massa" a ridosso dei bastioni medicei.
E per continuare con le felici commistioni ai rustici panini consumati con vista mare, si sono fuse le note raffinate di Daniela Soria, Francesco Duelli e Francesco Porro.
Bello rileggere i tratti di tante facce note, il riconoscersi e ritrovarsi (qualcuno dopo anni).
Già, però per un giorno, mentre quel gioiello architettonico che è la città di Cosimo (tutta non solo il Grìgolo) con i suoi immensi potenziali spazi sociali, con le sue fantastiche emergenze monumentali, andrebbe curata, pulita acconciamente, riempita di vita vera per dodici mesi l'anno, servita da trasporti degni di questo nome, e di altro ancora, evitando pacchianate come le giostrine panoramiche che qualche "genio" sgovernante vorrebbe addirittura, al prossimo giro, piazzare sulla Darsena.
Ma torniamo dallo sprezzo del ridicolo alla fruibilità del Grìgolo - sperando che chi di dovere "metta capo"- e lo riconsegni ai cittadini, attraverso le associazioni che li rappresentano.
sergio
.jpg)
.jpg)






