Italo Taddei ha commentato su Facebook il post sull’autorizzazione negata a un pescasportivo di tirare il canotto sulla spiaggia di “Pe’ la rena” a Rio Marina:
“Da padroni a garzoni. Questo capita quando della storia del paese e dei suoi abitanti non frega niente a nessuno.
Ci siamo nati su quella spiaggia. Ci siamo aiutati l'uno con l'altro nei momenti di difficoltà per i nostri canotti. Non ci volevano cartelli, nastri segnaletici o segnali per scandire millimetricamente i nostri posti.
C'era rispetto e educazione. La spiaggia sembrava una cartolina”.
Caro Italo, hai pienamente ragione poiché della difesa delle nostre tradizioni e dei nostri interessi se ne dovrebbe fare carico, in prima persona, il sindaco che però tace!
Se avessimo un sindaco vero, di fronte a un permesso negato senza un plausibile motivo, avrebbe alzato il telefono e chiamato Antonio Sogno, comandante della Capitaneria di Porto di Portoferraio, e Davide Gariglio, presidente dell'Autorità di sistema portuale, chiedendo loro spiegazioni.
Poi il vero sindaco avrebbe chiesto di risolvere le esigenze dei nostri pescasportivi e, nel frattempo, salvaguardare la nostra cultura del mare.
Se avessimo un sindaco vero, appunto, ma come direbbero quelli che hanno fatto "le scuole alte" siamo al "periodo ipotetico della irrealtà".
Oppure per tornare alla lingua del popolo potremmo commentare, ancor meno consolatoriamente: "Se fossimo e se avessimo era il patrimonio degli Sciocchi"
Non ci resta che pazientare, prima o poi capace che la risacca politica un sindaco vero lo lascia ancne a Rio.
Lorenzo Marchetti






