Con l'arrivo di settembre e delle prime piogge, come molti cittadini avranno già avuto modo di notare, l'attività di grufolamento dei cinghiali è tornata a farsi particolarmente intensa.
Dopo la siccità estiva, i terreni si ammorbidiscono rapidamente e aumenta l'accessibilità a invertebrati, bulbi, radici e altre risorse alimentari presenti nel suolo.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: giardini, aree verdi e bordi stradali pubblici e privati vengono nuovamente devastati, procurando danni a recinzioni e muretti, sradicando piante e facendo precipitare a valle la terra trattenuta da argini e terrazzamenti. Basta percorrere una qualsiasi area prossima al bosco, e non solo, per rendersene conto.
A questo si aggiunge il problema della sicurezza. Qualche sera fa, durante una passeggiata intorno alle 21 in località Le Foci, su una strada in mezzo alle abitazioni, ho incontrato nell'arco di poche centinaia di metri 4 diversi gruppi di cinghiali, alcuni dei quali in atteggiamento aggressivo, senza alcuna intenzione di allontanarsi dal punto in cui stavano scavando.
Per questo non è più rinviabile chiedersi quando inizieranno concretamente gli interventi di riduzione della popolazione di cinghiali che porteranno alla sua eradicazione.
Su questo obiettivo si sono espresse favorevolmente le istituzioni locali e gran parte della popolazione elbana.
I danni continuano, gli incontri con gli animali sono sempre più frequenti e il problema è noto da anni. È arrivato il momento di conoscere tempi, modalità e interventi concreti.
Il tempo delle attese è finito.
A.G.






