Un annuncio pubblicato online, un modellino di nicchia ambito dall’acquirente, apparentemente disponibile per la vendita ed un acconto di alcune centinaia di euro versato con la convinzione di poter concludere l’acquisto. Poi, però, nessuna traccia del venditore e nessuna possibilità di entrare in possesso del cercato modellino, in particolare il “ghostbusters filmation fantabuggy”.
È questo lo scenario ricostruito dai Carabinieri della Stazione di Rio i quali, al termine di un’articolata attività investigativa, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria un uomo ritenuto responsabile di una truffa commessa attraverso un noto portale di annunci on line.
La vicenda ha avuto origine dalla denuncia presentata da una persona residente in altra regione ma dimorante nel territorio elbano che aveva individuato sul sito specializzato un annuncio relativo alla vendita di un ambito modellino di nicchia, proposto ad un prezzo ritenuto “interessante”. Dopo i contatti con il presunto venditore e le rassicurazioni sulla disponibilità del mezzo, l’acquirente aveva effettuato un versamento di oltre 400 €. In realtà inizialmente era stata proposta una cifra più bassa che successivamente il venditore mediante artifizi e raggiri era riuscito a far lievitare sino ad oltre 400 euro. Dopo eseguito il pagamento, però, il venditore si era reso irreperibile, facendo emergere i sospetti della vittima e facendo scattare gli accertamenti dei militari.
Da quel momento è iniziato un lavoro investigativo che ha consentito ai Carabinieri della Stazione di Rio di ricostruire i passaggi della vicenda e di seguire le tracce lasciate dalle comunicazioni e dalle operazioni bancarie. Gli accertamenti hanno permesso di arrivare all’identificazione del presunto autore della truffa, deferito pertanto ai sensi dell’articolo 640 del codice penale.
I Carabinieri ricordano l’importanza di prestare la massima attenzione agli annunci pubblicati online, effettuando quante più verifiche possibili, evitando di assumere decisioni solo da fotografie, documentazione apparentemente regolare o comunicazioni rassicuranti. Consigli in tal senso possono essere reperiti sul sito istituzionale dell’Arma o presso uno dei Comandi distribuiti sul tutto il territorio a cui ci si può rivolgere anche solo per un consiglio. Si evidenzia che il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo qualora intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
L’episodio, richiama l’attenzione su un fenomeno che continua a interessare chi acquista e vende beni attraverso internet, soprattutto nei rapporti tra privati. Le piattaforme di annunci offrono infatti opportunità e possibilità di risparmio, ma richiedono anche particolare attenzione, perché non sempre l'identità del venditore, la reale disponibilità dell'oggetto o l’affidabilità dell’operazione sono facilmente verificabili.
Proprio a tal riguardo l’Arma di Livorno richiama i contenuti trattati nel corso degli incontri svolti fra cittadinanza e Carabinieri, utili anche per rinnovare l’invito a porre la massima attenzione alle sempre più frequenti truffe commesse nel WEB nei più svariati ambiti, reiterando il fermo consiglio a non diffondere in rete i propri dati sensibili (numero della carta di credito, documento di identità, codici personali per accedere ai più svariati servizi finanziari e bancari on-line) diffidare di proposte di vendita eccessivamente vantaggiose e sempre in caso di dubbi, rivolgersi ad una delle 27 Stazioni Carabinieri del territorio della Provincia di Livorno per esporre i propri sospetti e verificare ogni sospetto.
Il reiterarsi di diverse tipologie di truffa impone soprattutto di richiamare gli accorgimenti e le misure che i Carabinieri di Livorno raccomandano in caso di dubbi e/o mancanza di conoscenza dell’interlocutore da cui si viene avvicinati per ogni tipo di accordo o richiesta in cui emerge la richiesta di eseguire un’operazione o un pagamento anche e soprattutto con i mezzi diversi dall’uso dei contanti in particolare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici.
A tal riguardo nei suddetti casi, appena si hanno sospetti, il consiglio è quello di porre massima attenzione, non aprire la porta a sconosciuti che si presentano presso le abitazioni private, diffidare dalle apparenze e soprattutto limitare la confidenza su internet.
In tale ottica pertanto, prestare sempre massima attenzione, ma soprattutto rivolgersi con fiducia ai Carabinieri in caso di sospetti, chiamando il 112 N.U.E. per effettuare un’immediata segnalazione, nonché consultare il sito Carabinieri.it in cui sono illustrate le principali tipologie di truffe e come riconoscerle, poiché le tecniche adottate dai truffatori, per quanto subdole e fantasiose, hanno schemi ricorrenti ed individuarli è il primo passo per difendersi.
In caso di ricezione di telefonate da numeri di utenze fisse o mobili con prefissi o numerazioni compatibili con la mittenza, per esempio di uffici istituzionali o di caserme, essendo attualmente frequenti fenomeni di clonazione di numerazioni già assegnate, è buona norma riattaccare, quindi chiudere la conversazione sospetta e richiamare il numero al fine di avere conferma di non trovarsi di fronte all’ennesimo ignoto truffatore.






