Il sindaco di Porto Azzurro, forte di tanti mandati alle spalle, ci ricorda quanto sia importante tenere a mente il valore di ciò che è "pubblico". Non si può che essere d'accordo con parole quali "rispetto e reciprocità" usate per ricordare il doveroso impegno di tutti i cittadini verso ciò che a tutti, cioè anche ma non solo a me, appartiene.
Forse la sua formazione medica lo porta un pochino fuori strada quando parla di "inculcare" l'educazione civica nel cervello dei bambini... sarebbe bello poter prendere una bella siringa di educazione civica e iniettarla, a mo' di un antibiotico, magari direttamente nel cervello, già nel primo anno di vita, così da evitare al frugoletto esperimenti quali mettere mano ovunque o strillare i primi capricci!
Caro Sindaco, purtroppo la pedagogia ci ha insegnato ormai da decenni che nulla si inculca nelle giovani menti. Per farle fiorire serve pazienza, autorevolezza, passione e, soprattutto, il buon esempio, praticato costantemente e convintamente da noi adulti.
E qui casca l'asino... i giovani sono lo specchio del nostro stile educativo, del mondo adulto che mostriamo loro. Ben difficilmente imparano il rispetto e si appassionano alle istituzioni se queste non sono loro vicine, se noi adulti non le sappiamo valorizzare e rendere trasparenti.
Purtroppo qui all'Elba spesso troviamo Sindaci e amministratori che sembrano dimenticare il loro ruolo di "servizio" alla comunità. Alla comunità tutta, a prescindere da chi li ha votati e chi no. Talvolta i nostri amministratori sembrano decidere "sulla testa" di noi paesani, che qualche volta ci sentiamo trattati da "volgo", ignorante e incompetente, non degno di essere adeguatamente informato e ascoltato, tutt'altro che cittadini protagonisti e custodi della res publica.
E così le giovani generazioni quale educazione civica respirano?
Respirano presto una sensazione di "disuguaglianza" quando vedono la piazza e le strade del centro tenute pulite e linde, mentre i vicoli o le strade periferiche sono infestati dai ratti, mancano di marciapiedi e sono piene di buche e erbacce.
Nutrono presto dubbi sul valore del loro impegno civico quando passano accanto a maleodoranti, complicatissimi cassonetti con QR, sentono frasi tipo "tanto buttano tutto assieme", leggono di percentuali di differenziata infime, e vedono i cestini usati come cassonetti.
Respirano presto una sensazione di "non ci si può far nulla" "non cambierà mai" "era già così quando ero bambino io" quando si parla delle scuole, vecchie, rumorose e brutte, gelide in inverno e torride in maggio, con pasti serviti sconditi al banchino.
Si chiedono se sia "bene pubblico" ricoprire di sabbia artificiale bianca una spiaggia il cui colore naturale è rosso: dopotutto hanno avuto l'opportunità di studiare il valore aggiunto che la protezione dell'ambiente data dal Parco Nazionale regala alla nostra bella isola.
Si chiedono quale sia il valore delle regole e delle leggi, quando vedono una loro spiaggia in area portuale attrezzata con ombrelloni, sdrai e boe presentata come area elioterapica e in teoria non balneabile.
"Res publica – ha detto il sindaco - vuol dire cosa di tutti. Se è una cosa di tutti ci vogliono rispetto e reciprocità". Cominciamo allora a dare esempi un po' migliori, a dar loro spazio e ascolto, ad accogliere le loro idee e proposte.... a credere nei nostri giovani cittadini.
Una cittadina di Porto Azzurro






