Il 13 febbraio si è svolta la riunione pubblica indetta da Amministrazione ed ESA sul servizio rifiuti. Purtroppo l’incontro si è rivelato desolatamente poco partecipato. Da un lato questo deve far riflettere, in democrazia una partecipazione così limitata ai momenti di confronto non può essere ignorata. Dall’altro, però, non possiamo dire di esserne rimasti sorpresi. Da anni, ogni volta che arrivano gli avvisi di pagamento, sentiamo lo stesso malumore: il sistema aumenta costantemente e pesa sul portafoglio delle famiglie. Anche il sindaco ha espresso rammarico per la scarsa affluenza. Un segnale che non può essere liquidato come semplice disinteresse, ma che appare piuttosto il sintomo di una fiducia che, anno dopo anno, si è progressivamente logorata.
Anche per il 2026 sono stati annunciati ulteriori aumenti. Lo avevamo già evidenziato durante la discussione sul nuovo centro di raccolta, destinato a inglobare l’area del capannone distrutto. Comprendiamo quindi perché molti cittadini non abbiano sentito il bisogno di prendere parte all’incontro per ascoltare spiegazioni o vedersi attribuire responsabilità per un meccanismo percepito come calato dall’alto, che nel tempo ha tradito le aspettative sui costi, sul decoro e sui livelli di raccolta che avrebbero dovuto garantire maggiore efficienza. Molti hanno scelto l’indifferenza.
Durante l’incontro si è tornati a constatare l’evidenza: le principali criticità si concentrano nei mesi estivi, quando il picco turistico incide sulle percentuali di raccolta differenziata e quindi sulle tariffe. È stata la stessa Amministrazione a parlare della necessità di un “approfondimento” sulle problematiche legate alla stagione, ai commercianti e alle utenze non residenti. In termini più generali, sono stati annunciati controlli, con richiami e, in caso di reiterazione, sanzioni. Abbiamo inoltre preso atto con favore della volontà di riposizionare alcune campane del vetro. Tuttavia, questi interventi non possono esaurire la risposta a un problema strutturale.
I dati invernali dimostrano che i cittadini di Marciana Marina, nel complesso, sanno fare la differenziata. Le criticità emergono quando l’aumento delle presenze mette sotto pressione il porto, il mercato e l’intero tessuto commerciale, incidendo inevitabilmente sulla gestione del servizio e su quei numeri che finiscono per tradursi in aumenti. Inoltre il decoro estivo non può trasformarsi nella “fiera del sacchetto” di luglio e agosto, con conferimenti disordinati e accumuli diffusi in più punti del paese.
Dopo diversi anni di attuazione del sistema, è ragionevole pensare che siano emersi con chiarezza alcuni limiti. Per questo riteniamo sia arrivato il momento di interventi concreti e sperimentazioni reali da parte di chi è chiamato a gestire il servizio.
Occorre intervenire su più fronti. Serve una comunicazione mirata ai proprietari di seconde case che affittano, affinché chi soggiorna temporaneamente possa conferire correttamente i rifiuti. Sono necessarie soluzioni specifiche per l’area portuale, dove da anni i diportisti segnalano carenze nei servizi di conferimento. È altrettanto indispensabile riorganizzare la gestione del mercato, che oggi finisce in larga parte nell’indifferenziato e potenziare le isole ecologiche rendendole più funzionali ed eventualmente supportate da adeguati sistemi di controllo. Riteniamo inoltre opportuno confrontarsi con altri territori turistici che hanno adottato modelli alternativi o sistemi misti più efficaci e meno costosi, adattandoli con realismo alla realtà di Marciana Marina.
Infine, abbiamo ricevuto segnalazioni riguardo alla carenza di cestini in alcune zone prossime al centro. Comprendiamo le implicazioni che ciò può avere sull’indifferenziato, ma in una località turistica non si può risparmiare su un servizio essenziale. Prima di comprimere questo aspetto, occorre intervenire con decisione sulle criticità strutturali del sistema: migliorare il servizio significa agire su più fronti, senza arretrare su quelli essenziali.
Per Marciana Marina






