Una perfida alleanza tra cinghiali e mufloni ha, nei giorni scorsi, massacrato alcuni vasti orti coltivati, soprattutto con il cavolo nero (laciniato) della zona, una preziosa varietà del luogo, i cui semi antichi sono depositati presso la Banca Regionale del Germoplasma e, localmente, nella 'Banca del Germoplasma dell'Arcipelago Toscano' presso il PNAT (grazie alla preziosa collaborazione con il Prof. Agostino Stefani della Scuola Superiore S. Anna dell'Università. di Pisa).
A raccontarci il misfatto, che ha interessato anche le coltivazioni di altre proprietà, con tanto di prove fotografiche, sia dello sbrego nella rete (cinghiali) che del banchetto (mufloni e cinghiali) uno degli 'agricoltori "custodi" dei semi antichi, Vincenzo Anselmi.
L'appello sconsolato alle Istituzioni è, ancora una volta, di intervenire, dando seguito ai proclami di eradicazione o quanto meno avviando un deciso contenimento di questa fauna non autoctona e distruttiva della biodiversità.
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