Una nuova sperimentazione vitivinicola, dopo quella di Nesos, il vino da uve 'sottomarine' (iniziativa che ha portato l'Isola d'Elba in giro per il mondo) è stata messa in campo, in tutti i sensi, dall'Azienda Arrighi di Pian del Monte, a Porto Azzurro.
Su quattro terrazzamenti rivolti a nord, infatti, all'inizio di maggio, sono state impiantate circa 2.000 barbatelle di vitigni PIWI (dal tedesco pilzwiderstandsfähig, "resistenti ai funghi").
Il progetto, realizzato assieme alla Regione Toscana e al CREA (Centro Ricerca Economia Agraria) di Arezzo, intende sperimentare questi vitigni particolarmente resistenti alle malattie fungine (peronospora e oidio in particolare) per ridurre ulteriormente le già modeste quantità di rame e zolfo consentite dai protocolli della viticoltura biologica.
Un investimento importante (e lungimirante, visto il rapido incedere dei cambiamenti climatici) i cui frutti si inizieranno a raccogliere fra quattro anni.
I vitigni a bacca bianca impiantati sono delle qualità Souvigner Gris, Solaris e Soreli.






