Nei giorni scorsi, a Portoferraio, si sono registrate iniziative studentesche a difesa del diritto allo studio.
Nella mattinata di ieri, lunedì, l'emittente ElbaPress ha raccolto la dichiarazione di Alessandra Rando, dirigente scolastica dell'ISIS Foresi, che invito tutti ad ascoltare.
Prendo spunto dal riferimento alla limitatezza delle risorse finanziarie degli enti (la Provincia, nel caso del Foresi).
"Soldi non ce ne sono", si dice. E' vero: le risorse non sono inesauribili. La loro allocazione dipende dalle scelte dei decisori, cioè i politici, che individuano le priorità tenendo conto del contesto e della propria visione.
Gli studenti (e gli operatori scolastici) presentano opportunamente le proprie necessità, badando al particolare "scuola".
Tali richieste si aggiungono a quelle di altri settori importanti per i cittadini e la convivenza: trasporti, sanità, sociale, casa, lavoro, pensioni ecc.
Essendo appunto limitate le risorse, è opportuno (obbligatorio?) che le giuste rivendicazioni trovino un qualche punto in comune che sia a vantaggio di tutti, al fine di non diventare reciproci attori di prevaricazione (supportati da "santi in paradiso"). In tal modo, divenendo un "noi" più ampio.
Qualche domanda: Potrebbe risultare possibile fare fronte comune di opposizione alle spese (sempre più in rilevante aumento) per armamenti? Potrebbe essere "una/la" strada per liberare risorse da destinare ai settori davvero essenziali, scuole incluse? Sarebbe possibile smascherare le varie giustificazioni addotte per far passare in modo liscio il riarmo? Non saranno proprio i giovani - davanti ai quali si apre la prospettiva del ritorno al servizio militare obbligatorio (come sta accadendo in altri Paesi europei? - a mobilitarsi per non farsi rubare la speranza?
Come sta accadendo altrove, è questo il momento dei giovani: di alzarsi, svegliare le coscienze, mettere in crisi gli adulti, opporsi alle scelte di decisori che, anche alla luce della propria avanzata età, hanno cessato di coltivare sogni e vorrebbero distruggere quelli dei giovani.






