Gli avvenimenti nei suoi ultimi giorni di vita si susseguono con una vorticosa crudeltà: la denuncia, l'arresto, la oscena pantomima della fucilazione recitata dai pagliacci fascisti e l'interrogatorio condotto dai nazisti, più efficienti nel loro ruolo di carnefici, che non vale però a farlo parlare, le unghie strappate, il corpo piagato in attesa di una morte che arriva bestiale per lui e per altri 334 esseri umani, scaricati dai camion, costretti uno alla volta nella cava, abbattuti come animali con colpi di pistola alla nuca sopra il mucchio dei compagni agonizzanti o già cadaveri.
Era il 24 marzo 1944 e i nazifascisti si resero responsabili di quello che è passato alla storia come l'orrendo eccidio delle Fosse Ardeatine.
Ilario sapeva quello che rischiava, per questo non deve essere considerato una vittima ma un combattente e un vincitore, uno dei tanti uomini che con il loro sacrificio hanno precipitato nella fossa il gigante tronfio del nazifascismo.
E' giusto costruire monumenti a questi uomini e l'Elba lo ha fatto, ma é anche e soprattutto giusto non confinare nel passato la loro lotta ma farne riferimento costante della nostra azione quotidiana.
Oggi più che mai ci é dato constatare la fondatezza dei versi di Bertolt Brecht sul nazismo, quando ammonisce che "il grembo da cui é nato é ancora fecondo".
La strategia é sempre la stessa: fa r crescere la sfiducia nelle istituzioni democratiche, favorire un processo di involuzione che ne svilisce il contenuto al fine di sostituire l'ordine della dialettica politica con l'"ordine" della paura e dell'autoritarismo, di annullare la partecipazione popolare alle scelte in ragione dell'affidarsi ad un potere che cala le sue scelte sulle teste dei cittadini.
Questo disegno si può battere se le istituzioni democratiche, che uomini come Zambelli hanno conquistato con la Lotta di Liberazione, saranno mantenute e sviluppate e se gli italiani di oggi e di domani sapranno crescere nella dignità della nostra Costituzione repubblicana, che va difesa e preservata da ogni tentativo di manipolazione.
Ilario Zambelli, nato e cresciuto all'Isola d'Elba, , é stato decorato con la medaglia d'oro al valor militare con Decreto Presidenziale del 30 giugno 1951. Questa la seguente motivazione:
"Sottufficiale di elevate doti morali e professionali, fin dall'inizio della lotta antitedesca partecipava ai combattimenti in difesa della capitale. Entrava quindi in formazione partigiana dipendente dal fronte clandestino di resistenza della Marina, esplicando preziosa attività informativa e di collegamento e prodigandosi nell'assistenza a personale militare. Arrestato dai nazifascisti, sopportava stoicamente ripetuti maltrattamenti e sevizie intese a strappargli il segreto dell'organizzazione a cui apparteneva. Piegato nel fisico, ma non nella fede, non forniva all'ira nemica alcuna notizia, preferendo attendere coraggiosamente la morte. Prelevato sanguinante dal carcere, cadeva con altri eroici compagni alle Fosse Ardeatine".
Danilo Alessi






